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Libri e Recens.
ENRICO GUAGNINI PDF Stampa E-mail

Enrico Guagnini
Enrico Guagnini
Giornalista, lavora a Milano, ha casa a Bolgheri da 42 anni dove ha fondato il Museo del Menu (1970-1990).
E’ autore di libri specializzati e ideatore di mostre e convegni.
E’ stato presidente della Fèdèration International de la Presse Gastronomique e Litèraire (Parigi, 1970-1980)
Ha studiato in Italia e all’estero: Istituto Superiore con Indirizzo Economico a Genova, nel 1950 ha vinto una borsa studio  americana all’Institute of America  Studies dello Schloss Leopoldskrone (Salzsburg) dove ha eseguito due corsi: Economics con i professori della Stanford University (analisi  del New Deal), corso letterario con i professori della Harvard sulla costruzione del romanzo di William Faulkner (Premio Nobel).
Ha lavorato come giornalista nel 1947 a Parigi con Curzio Malaparte, Guido Piovene e Gianni Granzotto.
Ha collaborato con Il Sole, Gazzetta dello Sport, Secolo XIX, Corriere Mercantile e altri.
A Stoccolma nel 1948-49 con il professor Giacomo Origlia all’istituto italiano di Cultura e con il grande regista Gustav Molander per il quale ha scritto due documentari.
Al Cairo ha insegnato alla Madras Salesiani Don Bosco nel 1949-50 collaborando ai giornali egiziani Akbarelion, Progrès Dimanche e la Riforme  d’Alexandrie.
Al rientro in Italia nel 1950 ha lavorato all’Italo-American Association dove ha diretto il giornale bilingue The Pamphlet (1950).
Per 10 anni è stato capo ufficio stampa della Mobil  Oil Company.
Nel mondo editoriale è stato dirigente dei settori culturali alla Domus, alla Electa e alla Mondadori. E’ stato fondatore e direttore di “Nuova Cucina” e ha diretto 3 riviste “Grand Gourmet”, “Enotria” e “Il Vino”.
Per tre anni (1975-78) è stato anche commentatore enogastronomico di Telemontecarlo.
Nel 1975 ha fondato l’Associazione Locali storici d’Italia, di cui è tuttora Segretario generale. L’Associazione, che ha il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è formata dall’èlite di caffè, bar, pasticcerie, confetteria, ristoranti e hotel storico-culturali.
L’Associazione è editrice della Guida diretta da
Claudio Guagnini.

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Guido Lopez PDF Stampa E-mail

Guido Lopez è identificato con la città dove è nato (Milano, 2 gennaio 1924) per la sua intensa attività di scrittore, giornalista e operatore culturale. Scampato rocambolescamente alla caccia agli ebrei nel 1943 su per i valichi verso la Svizzera, scriverà e pubblicherà  su quel forzato esilio ricordando i suoi nuovi orizzonti culturali e sul mondo politico del tempo, e sul passaggio alla vita adulta. Il libro s’intitola “Il Campo”,  edito dalla Mondadori nel 1948 e premiato a Bagutta per la sezione opera prima. Quattro anni dopo usciva il secondo, “La prova del nove”, decisamente di invenzione ma con un inizio strutturato sugli eventi e il clima di Milano degli scontri fra polizia e classe operaia.  Da tempo era in rapporto con la famiglia Mondadori e aveva lavorato senza firma per la Casa Editrice; al rientro in Italia entrò a far parte dell’Ufficio Stampa. Lo diresse a pieno titolo per oltre un decennio - un periodo fondamentale per le nuove tendenze culturali e visioni politiche. Da qui un altro libro (1972) dal titolo un po’ sibillino “I verdi, i viola e gli arancioni”- altro periodo agitato e fecondo di incontri e dibattiti, interviste con autori di primo piano da Hemingway a Faulkner, da Saba a Montale e il giovane Calvino.
Fine del primo ciclo. Il secondo si apre con il passaggio professionale dalla pubblicità editoriale a quella del mercato nella sua nuova fase ispirata agli Stati Uniti, presso la J. Walter Thompson Italia. Fu in quel periodo anticipatore nell’accoppiamento fra cultura e sponsorship. Fu l’ingresso dei diamanti di fidanzamento De Beers nella sala del Tesoro del Castello Sforzesco che esponeva i suoi preziosi codici miniati medioevali.
Terzo periodo: chiuso il rapporto fisso di lavoro dipendente, l’impegno di Lopez si focalizzò su ricerche a vasto raggio – ancora dedicate quasi tutte a Milano dall’età romana a tutto il novecento.
Molti i lavori per libri d’arte e strenne: le chiese, i navigli l’età del Liberty, i navigli, uno studio innovativo sull’apertura della Pinacoteca di Brera con lettere inedite d’età napoleonica, sulla figura di G.G. Poldi Pezzoli e la cugina Cristina Belgioioso e diversi altri. Ma anche una ricerca sull’evoluzione della bicicletta, un catalogo e mostra sulla Fiera del 1881 e sul primato milanese nel campo dell’elettricità. E ancora, di speciale impegno la prefazione storica alla grande “Enciclopedia di Milano” edita da Franco Maria Ricci; e ancora le battaglie del Futurismo con imparziale rivisitazione del debutto di Martinetti. Al lavoro su questi spazi nacque inevitabilmente l’incontro affascinante con la presenza a Milano di Leonardo da Vinci, in un lavoro a tiratura limitata (Edizioni De Carlo) dal titolo “Festa di nozze di Ludovico il Moro” da documenti  inediti o poco conosciuti e per la prima volta riuniti attorno alla prima edizione integrale delle “Nozze Milanesi fra gli Estensi e gli Sforza”  di Tristano Calco. E ancora nel 1982  in occasione del quarto centenario dell’arrivo di Leonardo a Milano “La Roba e la Libertà” ( Ed. Mursia ) ristampato e arricchito nel 2000 con un titolo più esplicito: “Leonardo e Ludovico il Moro”..........

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Luciano Bezzini PDF Stampa E-mail

Microstorico castagnetano, è nato a Bolgheri nel 1929 ed è sempre vissuto a Donoratico, dove ha insegnato nelle scuole elementari fino al 1983. Anziché disperdere le proprie ricerche in zone di cui aveva scarsa conoscenza, ha preferito effettuare approfondite ricerche sul territorio castagnetano, utilizzando l’archivio comunale, gli archivi delle parrocchie locali e quelli di molte famiglie storiche, ricavandone ampio materiale archivistico. Centro della sua ricerca è sempre stata la gente castagnetana della quale ha analizzato a fondo i principali aspetti di vita, dalla zona e dall’epoca di provenienza, alle attività lavorative, al domicilio, all’alimentazione e alla gastronomia, alle credenze, al dialetto, al folclore, alle storie e storielle di vita, dedicando un volume a ciascuno di questi aspetti dell’esistenza. La storia della gente è stata poi sintetizzata nel ponderoso libro “Conti e contadini. Storia di 500 famiglie castagnetane”, un’ opera nel suo genere unica in Italia. Probabilmente le sue vaste ricerché sarebbero rimaste circoscritte al suo ricco archivio, se non fosse intervenuto un infarto a consigliarlo di scrivere le sue storie. Così, dal 1990, hanno visto la luce 20 opere, qui esposte in ordine cronologico:

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Aldo Santini PDF Stampa E-mail

Giornalista di lungo corso ( Il Tirreno, Il Telegrafo, L’Europeo, Oggi), livornese di nascita e bolgherese d’elezione, ha scritto, tra gli altri, “Il Sassicaia e i suoi compagni” (Maria Pacini Fazzi), “La cucina livornese” (Muzzio), “La cucina maremmana” (Muzzio), “Chianti amore mio” (Muzzio), “Brunello sei grande” (Muzzio), “Nuvolari il mantovano volante” (Rizzoli), “Carnera, l’uomo più forte del mondo” (Mondadori), “Un cavallo e il suo tempo; Ribot” (Mondadori), “Costanzo Ciano, il ganascia del fascismo” (Camunia), “Mascagni viva e abbasso” (Belforte), “Modigliani maledetto dai livornesi” (Belforte), “Tombolo” (Rizzoli), “Toscani contro Toscani”, “La Toscana dei santi e dei peccatori”, “Bolgheri vino e poesia” “Viaggio del ghiottone a Bolgheri e Castagneto” (Maria Pacini Fazzi), e un libro che esalta il carattere della sua regione: “Il sigaro toscano” (Maria Pacini Fazzi).

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