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Guido Lopez è identificato con la città dove è nato (Milano, 2 gennaio 1924) per la sua intensa attività di scrittore, giornalista e operatore culturale. Scampato rocambolescamente alla caccia agli ebrei nel 1943 su per i valichi verso la Svizzera, scriverà e pubblicherà su quel forzato esilio ricordando i suoi nuovi orizzonti culturali e sul mondo politico del tempo, e sul passaggio alla vita adulta. Il libro s’intitola “Il Campo”, edito dalla Mondadori nel 1948 e premiato a Bagutta per la sezione opera prima. Quattro anni dopo usciva il secondo, “La prova del nove”, decisamente di invenzione ma con un inizio strutturato sugli eventi e il clima di Milano degli scontri fra polizia e classe operaia. Da tempo era in rapporto con la famiglia Mondadori e aveva lavorato senza firma per la Casa Editrice; al rientro in Italia entrò a far parte dell’Ufficio Stampa. Lo diresse a pieno titolo per oltre un decennio - un periodo fondamentale per le nuove tendenze culturali e visioni politiche. Da qui un altro libro (1972) dal titolo un po’ sibillino “I verdi, i viola e gli arancioni”- altro periodo agitato e fecondo di incontri e dibattiti, interviste con autori di primo piano da Hemingway a Faulkner, da Saba a Montale e il giovane Calvino. Fine del primo ciclo. Il secondo si apre con il passaggio professionale dalla pubblicità editoriale a quella del mercato nella sua nuova fase ispirata agli Stati Uniti, presso la J. Walter Thompson Italia. Fu in quel periodo anticipatore nell’accoppiamento fra cultura e sponsorship. Fu l’ingresso dei diamanti di fidanzamento De Beers nella sala del Tesoro del Castello Sforzesco che esponeva i suoi preziosi codici miniati medioevali. Terzo periodo: chiuso il rapporto fisso di lavoro dipendente, l’impegno di Lopez si focalizzò su ricerche a vasto raggio – ancora dedicate quasi tutte a Milano dall’età romana a tutto il novecento. Molti i lavori per libri d’arte e strenne: le chiese, i navigli l’età del Liberty, i navigli, uno studio innovativo sull’apertura della Pinacoteca di Brera con lettere inedite d’età napoleonica, sulla figura di G.G. Poldi Pezzoli e la cugina Cristina Belgioioso e diversi altri. Ma anche una ricerca sull’evoluzione della bicicletta, un catalogo e mostra sulla Fiera del 1881 e sul primato milanese nel campo dell’elettricità. E ancora, di speciale impegno la prefazione storica alla grande “Enciclopedia di Milano” edita da Franco Maria Ricci; e ancora le battaglie del Futurismo con imparziale rivisitazione del debutto di Martinetti. Al lavoro su questi spazi nacque inevitabilmente l’incontro affascinante con la presenza a Milano di Leonardo da Vinci, in un lavoro a tiratura limitata (Edizioni De Carlo) dal titolo “Festa di nozze di Ludovico il Moro” da documenti inediti o poco conosciuti e per la prima volta riuniti attorno alla prima edizione integrale delle “Nozze Milanesi fra gli Estensi e gli Sforza” di Tristano Calco. E ancora nel 1982 in occasione del quarto centenario dell’arrivo di Leonardo a Milano “La Roba e la Libertà” ( Ed. Mursia ) ristampato e arricchito nel 2000 con un titolo più esplicito: “Leonardo e Ludovico il Moro”. Per la citazione della Mursia si entra a dire del bestseller di Guido Lopez “Milano in mano” - un nuovo modo di far conoscere la città, i suoi personaggi, il passato e le vicende d’attualità, con una passeggiata tra un argomento e l’altro. Gli dette il primo avvio nel 1965 Dino Buzzati, e il suo successo è durato fino a tutto il Novecento e oltre, per quindici edizioni. A chiusura di questo panorama mancano le pubblicazioni su argomenti di teatro, per lo più legate alla vita e agli epistolari di suo padre. Sabatino Lopez, con la Duse, Zacconi, Ruggeri, Irma e Emma Grammatica, Pirandello, Ferdinando Martini, Marradi, Corcos. Molti i nomi toscani, in quanto da Livorno e Pisa per via paterna e materna (Tabet ) discende la nascita di Guido e del fratello medievista Roberto. Da qui anche la presenza estiva di Guido Lopez in zona Bibbona e Bolgheri dal 1930 ad oggi. Deve essere inoltre citato il lavoro relativo agli scritti sulla letteratura ebraica e sul Sionismo – in particolare gli incontri con un grande amico, Primo Levi. Questi testi non sono ancora riuniti in un libro; forse in futuro. Il quadro si chiude con due volumi editi dalla Newton & Compton: “ Milano dai Visconti agli Sforza” uscito nel 2003 rielaborato da una serie di articoli usciti su “Repubblica”, e con i quaranta capitoli e oltre di “Storia e storie di Milano” nel 2005. |
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