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San Galgano, al secolo Galgàno Guidotti (Chiusdino, 1148 - 3 dicembre 1181), è una figura leggendaria vissuta secondo la narrazione trecentesca nel santo basso medioevo toscano. La sua esistenza non è comprovata da dati storici certi. Nacque probabilmente nel 1148 a Chiusdino, ora in provincia di Siena, da Guidotto e Dionigia, in una famiglia della piccola nobiltà locale, e morì il 3 dicembre 1181, giorno della celebrazione liturgica (alcuni autori indicano come data della morte il 30 novembre 1180). Secondo la leggenda, fu un figlio a lungo desiderato e destinato, per i costumi dell'epoca, ad una vita da guerriero, quale cavaliere medievale, e nacque in quella parte del Medioevo che si esprimeva nel suo territorio - quello che è oggi appunto il senese - con le lotte dei signori locali, Gherardesca, Pannocchieschi ed altri, per la supremazia. Era un'epoca di violenze, soprusi e stupri vissuti anche in modo ludico, come manifestazione di vigore e vitalità, ma sempre tesi ad affermare la propria forza e ad ampliare la propria sfera di dominio. In questo contesto storico, Galgano ebbe una gioventù improntata al disordine più sfrenato, salvo in seguito convertirsi alla vita religiosa e ritirarsi in un eremitaggio vissuto con la medesima intensità con cui aveva precedentemente praticato ogni genere di dissolutezze. Il luogo del suo eremitaggio è conosciuto oggi come la Rotonda di Montesiepi. La rotonda Negli anni immediatamente successivi alla sua morte venne costruita sul suo eremo una chiesetta, meglio nota come la Rotonda.
La Rotonda è una costruzione a pianta circolare che racchiude e custodisce la spada che Galgano infisse nella roccia. Lo stile architettonico è romanico-senese, caratterizzato da un susseguirsi di fasce cromatiche alternate bianche e rosse; la stessa successione di colori si ripete nella cupola, creandovi come un movimento di onde che si dipartono dal suo culmine per continuare sulle pareti. 
Questo particolare cromatismo, sia delle pareti che della cupola, esprime una simbologia che richiama ricordi etruschi, celtici ed anche templari. Si è immaginato un tentativo dei cavalieri templari di costituire una loro base in Toscana per ricercare il Santo Graal: è il mito che tutto consente. Alla Rotonda è addossata una cappelletta detta del Lorenzetti per i suoi affreschi che la decorano.
Sulla spada è stata condotta una indagine metallografica, iniziata il 17 gennaio 2001 e coordinata dal prof. Luigi Garlaschelli dell'università di Pavia, che ha certificato la sua autenticità quale arma del XII secolo. L'abbazia A partire dal 1218 fu costruita, poco lontano dalla Rotonda, l'abbazia di San Galgano, dalle caratteristiche architettoniche gotico-cistercensi. 
Abbazia di San GalganoL'edificio è imponente e testimonia, così, la diffusione ed il grande seguito del culto di san Galgano. L'abbazia raggiunse, nel XIV secolo, una grande potenza, anche grazie alle immunità ed ai privilegi concessi da vari imperatori, tra i quali Federico II, ed alle munifiche donazioni ricevute; a ciò si aggiunse l'esenzione dalla decima da parte di papa Innocenzo III.
La ricchezza raggiunta nel Cinquecento fu tale da scatenare una contesa tra la Repubblica di Siena ed il Papato, che portò nel 1506 ad un interdetto del papa Giulio II contro Siena, che resistette ordinando ai sacerdoti la celebrazione regolare di tutte le funzioni liturgiche. Dopo questo periodo di splendore, iniziò quella lenta decadenza che l'avrebbe ridotto ad un grandioso e mistico rudere. Sarebbe diventata cava di materiali edili, depredata ed abbandonata all'incuria degli uomini; si sarebbe arrivati a vendere le lastre di piombo che coprivano il tetto, esponendolo così alle offese del tempo. Quel che rimane, però, acquista un fascino particolare, circonfuso di magia e mistero che permane inalterato. Il rudere superstite ammalia e sconvolge precipitando il visitatore in quel Medioevo in cui ha avuto origine, forse, vagheggerebbe Calvino, proprio per questo ancora più vivo. 
Si direbbe quasi che non di un rudere si tratti bensì di un originale lasciato volutamente incompiuto. Le proporzioni, i materiali, l'assenza del tetto, il rosone vuoto, il silenzio, il cielo a vista avvolgono e stordiscono. È proprio la mancanza del tetto, crollato nel 1768, che esalta l'articolazione e l'eleganza architettonica delle linee che si slanciano verso il cielo aperto, un inno alla spiritualità, accomunandola in questo alle abbazie di Melrose e di Kelso, in Scozia, ed a quella di Cashel, in Irlanda.
È uno scenario di commovente e magica bellezza che richiama un passato duro e violento, fatto di sopraffazioni e ingiustizie verso quegli humiles che si sarebbero dovuti difendere, ma che allo stesso tempo ha generato una figura come Galgano, precursore di quel Francesco che darà una spallata formidabile alla società dell'epoca. Tutto parla di Galgano e della sua epoca, ma anche di Artù e dei suoi cavalieri. Il mito La narrazione della storia di Galgano è ricca di simbolismi e l'atmosfera sembra quasi magica. La spada, strumento di guerra e di morte, è trasformata in strumento di pace e di speranza; il mantello, orgoglio di ogni cavaliere, diventa umile e povera veste eremitica. È quasi una anticipazione dell'avventura di San Francesco. Galgano è il cavaliere che abbandona il suo mondo, disgustato dalle nefandezze commesse e da quelle che vede continuamente commettere, per dedicarsi ad una vita di eremitaggio e penitenza nella ricerca di quella pace che il suo tempo non consente e di quel desiderio e contemplazione di Dio che solo la vita ascetica può permettere. Spada di san GalganoIl suo ha dei punti in comune con un altro mito, quello di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda a cui lo avvicina il suo stato di cavaliere, la purezza d’animo, il disprezzo della mondanità, la spada nella roccia ed anche il suo nome, Galgano, molto simile a quello del cavaliere Galvano.
La vita di Galgano anticipa temporalmente il ciclo bretone, che ne trae ispirazione. Anche l'architettura della Rotonda, la chiesetta che custodisce la spada, è carica di simbolismi. Vi sono richiami etruschi, ma anche celtici e templari: la cupola emisferica a cerchi concentrici, il disegno a linee alternate della pareti esterne, il luogo su cui è costruita, Monte Siepi, che richiama un sito boscoso idoneo ad un'ara pagana. Galgano è un santo dal sapore iniziatico: le sue traversie per giungere alla redenzione della nuova vita lo rendono una figura archetipica, un riferimento per tutti quei santi (a partire proprio da san Francesco) ma anche il prototipo per tanti ordini cavallereschi. Tutto quello che ricorda Galgano ha il sapore del mito, e la visione di quella spada infissa nella roccia suscita ancora emozioni ancestrali. |